AVIF o WebP: quale formato immagine scegliere nel 2026


Articolo dello studio gdefoto

AVIF o WebP: quale formato immagine scegliere nel 2026

Quale formato alleggerisce davvero il sito e come servirli entrambi

Perche il formato delle immagini decide la velocita

Se gestisci un e-commerce, un blog o un catalogo prodotti, le immagini sono quasi sempre la parte piu pesante della pagina. Sono loro a rallentare il caricamento, a consumare la connessione dei clienti in mobilita e a far scendere i punteggi di velocita che influenzano posizionamento e conversione. Scegliere il formato giusto e uno degli interventi con il miglior rapporto tra sforzo e risultato: cambi il modo in cui salvi le immagini e il sito diventa piu leggero senza toccare nient'altro. Nel 2026 la scelta pratica si gioca tra due formati moderni, WebP e AVIF. Il primo e ormai uno standard maturo, presente ovunque e semplice da adottare. Il secondo comprime ancora di piu a parita di qualita, ma richiede qualche attenzione in piu. Attorno a questi due nomi circola parecchio rumore di marketing, con affermazioni assolute che non aiutano a decidere. In questa guida mettiamo ordine senza tecnicismi inutili: vediamo perche il formato conta davvero e quanto pesa sulla velocita, cosa offre WebP e perche resta la scelta sicura universale, cosa offre AVIF e in quali casi la sua compressione superiore fa la differenza, una regola semplice per scegliere in base al tipo di contenuto, e la soluzione piu elegante di tutte, cioe servire a ogni browser il formato migliore che supporta tramite il tag picture. Alla fine avrai un criterio chiaro per decidere in un minuto, invece di perderti tra le specifiche tecniche.

Perche il formato conta e quanto pesa sulla velocita

Immagina due foto di prodotto identiche all'occhio. Una pesa ottocento kilobyte, l'altra centottanta. Per chi guarda non c'e differenza visibile, per il sito la differenza e enorme. Su una scheda con sei o otto immagini quel divario si moltiplica, e su una pagina di categoria con decine di miniature diventa la voce che governa il tempo di caricamento.

Il peso si paga in tempo e in clienti persi

Ogni kilobyte in piu e tempo di attesa, soprattutto su rete mobile, che e come naviga una quota enorme dei clienti. Una pagina lenta perde visitatori prima ancora che vedano il prodotto: chi aspetta troppo chiude e va altrove. La velocita non e un capriccio tecnico, e un fattore diretto di conversione e, di riflesso, di posizionamento, perche i motori di ricerca considerano l'esperienza di caricamento.

Cosa fa un formato moderno

I formati storici come JPEG e PNG sono nati decenni fa e comprimono in modo meno efficiente rispetto alle tecnologie odierne. WebP e AVIF usano metodi di compressione piu evoluti, derivati in parte dalla codifica video moderna, e ottengono lo stesso risultato visivo con molti meno dati. In pratica: stessa immagine, molto meno peso. Questo e il cuore della questione, tutto il resto sono dettagli.

Ordini di grandezza

Rispetto a un JPEG di buona qualita, WebP taglia il peso in modo sensibile a parita di resa. AVIF va oltre, arrivando spesso a file ancora piu leggeri a parita di qualita percepita, soprattutto sulle fotografie. Su PNG con trasparenza il vantaggio dei formati moderni e ancora piu marcato, perche il PNG e particolarmente pesante. Tradotto in pratica: convertire il catalogo immagini in un formato moderno puo ridurre in modo netto il peso complessivo delle pagine, e questo si sente subito sulla velocita.

Non solo peso: anche trasparenza e qualita

Entrambi i formati supportano la trasparenza, quindi sostituiscono il PNG dove serve il fondo trasparente, per esempio un prodotto scontornato da sovrapporre a colori diversi. Entrambi gestiscono bene sia le fotografie ricche di sfumature sia le grafiche con aree piatte e testo. Non e piu necessario tenere JPEG per le foto e PNG per la grafica: un solo formato moderno copre entrambi i casi, semplificando anche la gestione del catalogo.

Il punto pratico

La domanda non e se passare a un formato moderno, quella e ormai una scelta obbligata per chiunque tenga alla velocita. La domanda e quale dei due scegliere, e soprattutto se sceglierne uno solo o servirli entrambi in base al browser. E qui che entrano in gioco le differenze concrete tra WebP e AVIF, che vediamo nei prossimi passaggi.

WebP: la scelta sicura e universale

WebP e arrivato prima dei concorrenti moderni e ha avuto il tempo di diventare praticamente uno standard. Se vuoi un solo formato che funzioni ovunque senza pensieri, WebP e la risposta piu tranquilla.

Compatibilita quasi totale

Il vantaggio principale di WebP e il supporto. Tutti i browser attuali su desktop e mobile lo leggono, e la copertura sfiora la totalita degli utenti reali. Questo significa che puoi convertire le immagini in WebP e servirle a tutti senza costruire meccanismi di ripiego complicati. Per la stragrande maggioranza dei siti e-commerce e la strada che elimina ogni rischio di immagini che non si vedono.

Risparmio di peso concreto

Rispetto a JPEG e PNG, WebP riduce il peso in modo significativo mantenendo la stessa qualita percepita. Non e il formato che comprime di piu in assoluto, ma il guadagno rispetto ai formati storici e ampio e piu che sufficiente per portare una pagina pesante a un peso sano. Per un catalogo che oggi gira su JPEG, il solo passaggio a WebP e gia un salto di velocita evidente.

Gestione semplice

WebP e supportato da praticamente tutti gli strumenti di elaborazione e da tutti i sistemi di gestione dei contenuti moderni. Convertire un catalogo e un'operazione lineare, spesso automatizzabile in blocco. La trasparenza e gestita, quindi copre anche i prodotti scontornati. In sintesi, WebP e maturo, comodo e privo di sorprese, il che lo rende ideale per chi vuole risultato senza complicazioni.

Sia con perdita sia senza perdita

WebP offre due modalita: con perdita, ideale per le fotografie, dove un minimo di compressione invisibile abbatte il peso, e senza perdita, utile per grafiche nette e loghi dove ogni pixel deve restare intatto. Questa doppia natura lo rende versatile: una sola tecnologia copre le foto di prodotto e gli elementi grafici del sito.

Il limite di WebP

Il suo limite e semplice: a parita di qualita non comprime quanto AVIF, soprattutto sulle fotografie complesse. Su un catalogo molto grande, dove ogni kilobyte moltiplicato per migliaia di immagini fa volume, quella differenza puo contare. Ma per la maggior parte dei siti il vantaggio di AVIF sul peso non giustifica da solo l'abbandono della comodita di WebP, ed e per questo che la soluzione migliore, come vedremo, e servirli entrambi.

Quando WebP basta e avanza

Se vuoi un solo formato, se il tuo catalogo e di dimensioni normali, se non vuoi gestire meccanismi di ripiego, WebP e la scelta giusta. Copre quasi tutti gli utenti, alleggerisce in modo netto rispetto ai formati storici ed e semplice da adottare. Per molti negozi la risposta si ferma qui, e va benissimo.

AVIF: massima compressione e la soluzione con il tag picture

AVIF e il formato piu recente, costruito su tecnologie di codifica video moderne. Il suo punto di forza e la compressione: a parita di qualita percepita produce spesso file piu leggeri di WebP, e il vantaggio si vede soprattutto sulle fotografie ricche di dettaglio e sfumature.

Il vantaggio sul peso

Su una fotografia complessa, AVIF riesce a mantenere una qualita visiva alta con meno dati rispetto a WebP. Gestisce bene le sfumature morbide, i cieli, le superfici graduali, dove altri formati mostrano artefatti a compressione spinta. Per un catalogo fotografico molto grande, questa efficienza si traduce in un risparmio complessivo che si sente sulla banda e sulla velocita.

Gli aspetti da considerare

AVIF ha due attenzioni. La prima e la compatibilita: il supporto e cresciuto molto ed e ormai ampio nei browser recenti, ma non e universale come quello di WebP, quindi servirlo da solo senza un ripiego puo lasciare fuori una piccola quota di utenti. La seconda e il tempo di codifica: comprimere in AVIF puo richiedere piu risorse rispetto a WebP, il che conta se converti grandi volumi in modo frequente. Nessuno dei due e un ostacolo, ma vanno tenuti presenti.

La soluzione elegante: servirli entrambi

La risposta migliore non e scegliere un solo formato, ma dare a ogni browser il migliore tra quelli che supporta. Il browser scorre le alternative e prende la prima che sa leggere, con un ripiego automatico. Questo si ottiene con il tag picture dell'HTML:

  • Si offre come prima opzione l'AVIF, per i browser che lo leggono, ottenendo il peso minimo.
  • Come seconda opzione il WebP, per la stragrande maggioranza degli altri.
  • Come ultima rete di sicurezza un JPEG o PNG classico dentro il tag img, cosi nessun utente resta senza immagine.

In questo modo ogni visitatore riceve il file piu leggero compatibile con il suo browser, senza che tu debba scegliere un compromesso unico. E la soluzione che unisce il risparmio massimo di AVIF alla copertura totale garantita dai formati di ripiego.

Come funziona il tag picture in pratica

Il tag picture contiene piu sorgenti, ciascuna con il suo tipo di file, e un tag img finale. Il browser valuta le sorgenti dall'alto verso il basso, sceglie la prima che sa gestire e ignora le altre. Se non riconosce nessuna sorgente moderna, ricade sull'immagine classica del tag img. E un meccanismo standard, supportato da tutti i browser attuali, e non richiede codice complesso ne script: e semplice HTML.

Il promemoria rapido

Ti serve un solo formato senza pensieri? Scegli WebP, copre quasi tutti gli utenti e alleggerisce molto rispetto ai formati storici. Vuoi spremere ogni kilobyte su un catalogo grande e sei disposto a generare piu versioni? Servi AVIF con WebP e un ripiego classico tramite il tag picture. In entrambi i casi il passo importante e uscire da JPEG e PNG puri, perche e li che si nasconde la maggior parte del peso inutile.

Vediamo come si traducono queste scelte in situazioni concrete, come affrontare la conversione e quali trappole evitare.

Caso 1: piccolo e-commerce su piattaforma standard

Un negozio con qualche centinaio di prodotti gira ancora su JPEG e ha pagine pesanti. La scelta piu sensata e convertire tutto in WebP: copertura quasi totale, nessun meccanismo di ripiego da gestire, calo netto del peso. E l'intervento migliore per rapporto tra semplicita e risultato, e per la maggior parte di questi negozi la storia finisce bene qui.

Caso 2: grande catalogo fotografico

Un venditore con migliaia di immagini ricche di dettaglio vuole spremere ogni kilobyte per contenere banda e tempi. Qui conviene il tag picture con AVIF come prima scelta, WebP come seconda e un JPEG di ripiego. Ogni browser prende il file piu leggero compatibile, e sul volume complessivo il risparmio di AVIF sulle foto diventa significativo.

Caso 3: prodotti scontornati con trasparenza

Un catalogo con molti prodotti su fondo trasparente, oggi in PNG, ha file molto pesanti. Sia WebP sia AVIF gestiscono la trasparenza e comprimono molto meglio del PNG. Passare a WebP, o a AVIF con ripiego, taglia il peso in modo drastico proprio dove il PNG era piu inefficiente.

Come convertire il catalogo

La parte piu complessa non e capire quale formato scegliere, e convertire concretamente le immagini. Le strade sono diverse: molti sistemi di gestione dei contenuti generano le versioni moderne in automatico, esistono strumenti di elaborazione in blocco che convertono intere cartelle, e ci sono strumenti online per lotti piu piccoli. L'importante e mantenere gli originali di qualita e generare le versioni moderne come copie, cosi puoi rigenerarle se cambi impostazioni.

Gli errori da evitare

  • Comprimere troppo: spingere la compressione al massimo per risparmiare peso introduce artefatti visibili che fanno sembrare il prodotto di bassa qualita. Meglio un punto di equilibrio tra peso e resa.
  • Servire AVIF senza ripiego: usarlo da solo puo lasciare fuori una quota di utenti. Vai sempre di tag picture con un formato di riserva.
  • Convertire due volte con perdita: partire da un JPEG gia compresso e ricomprimerlo somma gli artefatti. Parti dagli originali di qualita piu alta disponibile.
  • Dimenticare le dimensioni giuste: servire un'immagine enorme rimpicciolita via codice spreca peso. Genera la versione alla dimensione reale con cui viene mostrata.
  • Ignorare la trasparenza: quando serve il fondo trasparente, usa un formato che la supporta, non appiattire il prodotto su un fondo colorato per errore.

La sintesi operativa

Per la maggior parte dei negozi la mossa vincente e semplice: convertire in WebP e chiudere la questione. Per i cataloghi molto grandi e fotografici conviene il tag picture con AVIF in testa. In entrambi i casi il beneficio arriva dall'uscire dai formati storici, e la parte che davvero costa tempo e la conversione ordinata del catalogo, non la scelta tra i due nomi.

Meglio AVIF o WebP nel 2026? Dipende. WebP e la scelta sicura e universale per un solo formato. AVIF comprime di piu ed e ideale su cataloghi grandi e fotografici, servito con un ripiego tramite il tag picture.

WebP e supportato da tutti i browser? Praticamente si. La copertura sfiora la totalita degli utenti reali su desktop e mobile, quindi puoi servirlo a tutti senza meccanismi complicati.

AVIF e sicuro da usare da solo? Il supporto e ampio ma non universale come WebP. Meglio servirlo con il tag picture insieme a WebP e un ripiego classico, cosi nessun utente resta senza immagine.

Quanto risparmio passando a un formato moderno? Rispetto a JPEG e PNG il calo di peso e netto a parita di qualita, ancora piu marcato sul PNG con trasparenza. Si traduce subito in pagine piu veloci.

Cos'e il tag picture? Un elemento HTML che offre piu versioni della stessa immagine. Il browser sceglie la prima che sa leggere, con un ripiego automatico, cosi ognuno riceve il file piu leggero compatibile.

Questi formati gestiscono la trasparenza? Si, entrambi. Sostituiscono il PNG per i prodotti scontornati comprimendo molto meglio, quindi tagliano il peso proprio dove il PNG era piu pesante.

Devo tenere gli originali JPEG? Conviene conservare gli originali di qualita alta e generare le versioni moderne come copie, cosi puoi rigenerarle se cambi impostazioni di compressione.

Comprimere di piu conviene sempre? No. Spingere la compressione al massimo introduce artefatti che fanno sembrare il prodotto scadente. Meglio un equilibrio tra peso e resa visiva.

Il formato influisce sul posizionamento? In modo indiretto si. Pagine piu leggere caricano piu in fretta, e la velocita e un fattore di esperienza che i motori considerano e che alza la conversione.

Come converto un intero catalogo? Con la generazione automatica del tuo sistema di gestione, con strumenti di conversione in blocco o con strumenti online per lotti piccoli, partendo sempre dagli originali di qualita.

gdefoto

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WebP e AVIF: cosa sono e perché contano nell'e-commerce

WebP e AVIF sono formati di immagine moderni pensati per il web, che comprimono le foto molto più del vecchio JPEG mantenendo una qualità simile o migliore. Per un negozio online questo conta perché le immagini sono di gran lunga il contenuto più pesante di una pagina prodotto, e il loro peso determina la velocità di caricamento. Una pagina che carica in fretta trattiene l'acquirente, converte di più e viene favorita dai motori di ricerca, mentre una pagina lenta, appesantita da immagini enormi, perde visite e vendite, soprattutto da cellulare e con connessioni mobili.

WebP è ormai un formato maturo, supportato da tutti i browser moderni, che riduce il peso rispetto al JPEG in modo significativo senza perdita di qualità visibile, ed è la scelta sicura e universale per l'e-commerce. AVIF è più recente e comprime ancora di più, offrendo file più leggeri a parità di qualità, con un supporto dei browser ormai molto ampio anche se leggermente inferiore. La scelta tra i due, o la loro combinazione, dipende dall'equilibrio tra il massimo risparmio di peso e la compatibilità totale. In entrambi i casi, adottare un formato moderno al posto del JPEG è uno dei modi più efficaci per velocizzare un negozio senza toccare la qualità percepita delle foto.

Quale formato scegliere secondo il caso

La scelta pratica tra WebP e AVIF si basa su alcuni criteri. Se la priorità è la compatibilità totale e la semplicità, WebP è la scelta più sicura: è supportato ovunque da anni, dà un ottimo risparmio di peso e non crea problemi su nessun browser o dispositivo. Per la maggior parte dei negozi, convertire tutte le immagini in WebP è già un enorme passo avanti rispetto al JPEG, con un miglioramento netto della velocità e nessun rischio di incompatibilità. È il punto di partenza ragionevole per chi vuole risultati subito senza complicazioni.

Se la priorità è spremere il massimo risparmio di peso, ad esempio su un catalogo molto grande o per un pubblico prevalentemente mobile con connessioni lente, AVIF offre file ancora più leggeri a parità di qualità, il che accelera ulteriormente. La soluzione più robusta, adottata dai siti attenti alle prestazioni, è servire entrambi con un meccanismo che offre AVIF ai browser che lo supportano e WebP come alternativa agli altri, ottenendo il massimo risparmio senza rinunciare alla compatibilità. Questo richiede un supporto tecnico sul sito, che molte piattaforme e-commerce e plugin oggi gestiscono in automatico. Se invece pubblichi su marketplace come Amazon o eBay, il formato lo gestisce la piattaforma e a te basta caricare un JPEG di buona qualità alla giusta dimensione; la scelta tra WebP e AVIF riguarda soprattutto il tuo sito.

Come convertire le immagini senza perdere qualità

Convertire un catalogo in formati moderni è semplice se si segue un flusso corretto. Si parte sempre dagli originali di buona qualità, si ridimensionano alla dimensione in cui verranno mostrati e si esportano in WebP o AVIF con un livello di qualità adeguato, alto abbastanza da non mostrare artefatti visibili ma non massimo, per sfruttare il risparmio di peso. La chiave è trovare il punto in cui l'immagine resta impeccabile all'occhio ma pesa molto meno del JPEG equivalente; per la maggior parte delle foto di prodotto esiste un ampio margine in cui il risparmio è grande e la qualità resta intatta.

Per un catalogo si automatizza la conversione: strumenti di elaborazione in batch, script o funzioni della piattaforma e-commerce convertono cartelle intere di immagini in un solo passaggio, applicando la stessa qualità e dimensione a tutte. Conviene conservare gli originali alla massima risoluzione, perché la conversione è un passo finale che si può ripetere se cambiano i requisiti o si vuole regolare la qualità. Un errore da evitare è convertire immagini già molto compresse, perché si accumulano artefatti; si parte sempre dal miglior originale. Verificare un campione dopo la conversione, controllando che non compaiano blocchi o aloni nelle zone delicate come i gradienti morbidi, garantisce che il risparmio di peso non abbia intaccato la qualità. Fatto bene, il passaggio a WebP o AVIF velocizza il negozio senza che l'acquirente noti alcuna differenza nelle foto, se non che caricano prima.

Domande frequenti su AVIF e WebP

Qual è la differenza tra WebP e AVIF

Entrambi comprimono le immagini molto più del JPEG mantenendo la qualità. WebP è maturo e supportato ovunque; AVIF è più recente e comprime ancora di più, con un supporto molto ampio ma leggermente inferiore.

Quale conviene scegliere

WebP per compatibilità totale e semplicità, ed è già un grande miglioramento sul JPEG. AVIF per il massimo risparmio di peso. La soluzione migliore serve AVIF dove supportato e WebP come alternativa.

Perché usare un formato moderno

Perché le immagini sono il contenuto più pesante di una pagina prodotto, e ridurne il peso accelera il caricamento, il che aumenta conversione e posizionamento, soprattutto da cellulare.

Serve sui marketplace come Amazon

No, lì il formato lo gestisce la piattaforma e basta caricare un JPEG di buona qualità alla giusta dimensione. La scelta tra WebP e AVIF riguarda il tuo sito e-commerce.

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